rifornire scaffali robot

L’aspettativa dell’uomo industriale di oggi è quella di vedere nei prossimi anni una realtà colma di magazzini sempre più tecnologici.

L’industria 4.0 prevede l’utilizzo di robot che, grazie all’intelligenza artificiale (IA), hanno l’obiettivo di diventare sempre più autonomi. Ciò non significa che l’uomo dovrà essere sostituito nella totalità dei casi, ma è chiaro che un futuro di questo tipo rinvigorirà il tema della perdita dei posti di lavoro.

Rientrano nell’immaginario comune droni e robot che saranno in grado di rifornire autonomamente gli scaffali e, in base alle richieste, saranno in grado di compilare gli ordini e caricare i camion.

Analizziamo lo scenario prospettato nell’industria 4.0 e come il 2021 sembrerebbe non appoggiare l’idea pro-robot.

Robot e droni: ecco l’industria 4.0

Le macchine automatizzate fanno ormai parte della quotidianità di alcune industrie. A differenza di quello che ci mostrano però i film futuristici, droni e robot non sono perfettamente in sincronia nel lavoro in fabbrica.

I robot utilizzati non sono paragonabili a quelli che vediamo esposti tra gli scaffali dei negozi di tecnologia: ad oggi difficilmente troveremo vere e proprie macchine che cooperano con l’uomo in quanto il loro funzionamento è programmato per zone inaccessibili all’uomo.

Nella maggior parte dei casi il loro utilizzo è da legare a quello della movimentazione delle merci: robot e droni riescono a capire in quale punto è posizionata la merce da spostare grazie ad un gestionale avanzato di magazzino.

Per non parlare del rischio di attacchi informatici: violare il codice che contiene informazioni riservate, metterebbe in gioco una serie di azioni illegali che non si sa ancora bene come arginare.

lavorare magazzino robot

Non tutti sono d’accordo con l’utilizzo di robot tra gli scaffali

A complicare l’utilizzo di droni e robot in magazzino, soprattutto in determinati settori, c’è il regolamento europeo che obbliga ad attenersi a diverse linee guida.

A capo delle direttive vi è l’esigenza di mantenere il massimo della sicurezza all’interno di un ambiente lavorativo.

La comunicazione tra macchine, al giorno d’oggi, si può manomettere facilmente, rischiando di creare problemi non indifferenti.

Il caso Walmart

È notizia di alcuni giorni fa quella che cita la nota catena di distribuzione organizzata Walmart e la decisione presa sui robot.

L’azienda si era dotata di circa 500 robot e aveva ordinato 4700 altri esemplari destinati a rifornire gli scaffali industriali dei centri commerciali.

A seguito della pandemia, però, Walmart ha fatto un passo indietro e ha preferito tornare all’assunzione di dipendenti, mettendo da parte i robot. La tecnologia, infatti, non riusciva a seguire le reali esigenze della clientela che, in una situazione di crisi come quella del Covid-19, si è ritrovata a fare scorta soprattutto di beni di prima necessità.

In alcuni casi, quindi, l’uomo è ancora preferito all’automazione e all’azzeramento degli errori dei robot.

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